I Castelli Matildici, un viaggio nella storia

Ci troviamo nel territorio dell’appennino reggiano. Non so quanti di voi conoscano questa terra ma vi assicuro che potrebbe stupirvi. Un turismo di prossimità che si sta sviluppando nel tempo e che trova nella pandemia un fedele alleato. Un viaggio nella storia attraverso il racconto dei Castelli matildici.

Partiamo dal Castello di Bianello, dimora di Matilde utilizzata per ospitare personaggi di rilievo dell’epoca quali Enrico V che le diede il titolo di Vicaria Imperiale.

Con il passare del tempo il Castello di Bianello è stato ampliato e viene di fatto considerato una dimora aristocratica. Al suo interno si trova il dipinto di Ugolini, raffigurante la Contessa Matilde che mostra un fiore di melograno tra le mani, simbolo della Chiesa.

Nel 960 è stato invece edificato il Castello di Rossena su volontà del bisnonno della Contessa Matilde allo scopo di difendere il vicino castello di Canossa, di cui rimangono solo ruderi.

Proprio qui Papa Gregorio VII ha revocato la scomunica all’Imperatore Enrico IV, alla presenza di Matilde e dell’abate Ugo di Cluny.

Adesso voglio parlarvi di un altro Castello, che mi ha subito colpito per la splendida vista panoramica sulle colline circostanti. È il Castello delle Carpinete, nonostante l’incertezza legata alla data di costruzione, si può con certezza affermare che è stato di proprietà di Matilde di Canossa. Nel 1077 Papa Gregorio VII trovò ospitalità per sfuggire alle insidie dell’ Imperatore Enrico IV.

All’ingresso del Castello noterete la ben conservata Chiesa di Sant’Andrea, consacrata nell’anno 1117. Ci sono posti che ti colpiscono al primo sguardo, che ti fanno sentire a casa anche se a casa non sei. Quando mi sono fermata lungo il perimetro del castello e ho alzato lo sguardo, ho visto un panorama che difficilmente dimenticherò.

In ultimo potreste decidere di percorrere il sentiero di Matilde, con partenza a Ciano d’Enza e arrivo a San Pellegrino in Alpe. Tra Castelli, Pievi e borghi fortificati fate una sosta a pranzo per assaggiare qualche piatto tipico reggiano. Il mio consiglio ricade sui cappelletti e lo gnocco fritto.

Se volete un itinerario per il vostro weekend in appennino reggiano, oltre a scoprire i castelli matildici, vi porterò in alcuni dei luoghi imperdibili del territorio. VI aspetto!

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