Dai Giardini della Landriana al Lago di Fogliano

I Giardini della Landriana

Girovagando alla ricerca di bellezze italiche e di luoghi insoliti e poco frequentati oggi vi porto  a scoprire un itinerario insolito, a sud di Roma, sulla costa. Cominciamo dai poco conosciuti Giardini della Landriana che si trovano tra Aprilia e Tor San Lorenzo (da Roma si segue la Pontina e si svolta all’altezza del centro commerciale Aprilia 2.s).  Furono creati da Lavinia Taverna nel 1956, che, col marito marchese Gallarati Scotti aveva acquisito la tenuta allora abbandonata e ancora non bonificata da mine antiuomo e bombe.

La Marchesa è riuscita a creare un giardino unico in Italia che diede un ordine ben definito e un filo logico con l’aiuto dell’architetto Russell Page. Il giardino infatti, seppur bello, non aveva seguito negli anni, nonostante la totale passione della proprietaria, un piano ben strutturato  e le piante risultavano cresciute in modo disordinato ed erano quindi poco valorizzate. Page diede la struttura odierna un disegno più definito e geometrico capace di contenere le meravigliose varietà botaniche. Da questa collaborazione con l’architetto nacquero un roseto formale (oggi giardino degli aranci), un giardino per le collezioni (oggi giardino degli ulivi) ed un giardino roccioso.

Più tardi furono aggiunte piante rare e la tenuta si arricchì di specie mediterranee ma anche californiane e australiane. Oggi la tenuta di 10 ettari presenta delle “stanze” ognuna con un suo tema, ci sono oltre ai già citati giardini degli Aranci e degli Ulivi, il Viale delle Rose, il viale dei cipressi, il Viale Bianco (una lunghissima scalinata decorata con fiori e piante sui toni del bianco e del rosa chiaro…e tantissime altre meraviglie, impossibili da elencare, tra le quali: la valle delle rose antiche, il bosco di magnolie e di querce, quello dei  ciclamini, dal sottobosco che forma un tappeto multicolore con questi fiori, le vasche di camelie, il lago delle calle, e ancora il meraviglioso Prato Blu formato da una selezione di tutti i fiori dai colori tendenti al blu come la rosa Swany, la pervinca e la campanula, il giardino dei Meli, il giardino all’italiana, il giardino delle  ortensie….davvero non manca nulla in questo labirinto di bellezza. 

Per quanto riguarda le visite, sono sempre guidate ( www.landriana.com) anche piuttosto dettagliate grazie alla nostra guida tedesca molto puntigliosa e dal piglio decisamente teutonico, nel ricordarci di non cogliere nessun fiore o pianta e di non allontanarci mai da kruppo

Il giardino è dotato anche di un bar e di un ristorante ed è aperto al pubblico dal mese di marzo al 1° novembre. L’indirizzo è Via Campo di Carne, Tor San Lorenzo – Ardea (Rm).

Il Museo Manzù

Il museo Giacomo Manzù (via Laurentina, Km 32 – 00040 Ardea RM) è uno dei musei meno conosciuti della provincia di Roma, aperto quando lo scultore, legato al territorio di Ardea, dove era venuto a vivere (lui era originario di Bergamo), donò allo Stato Italiano nel 1979 gran parte delle sue sculture, bozzetti, scenografie, disegni, medaglie. una collezione notevole del periodo maturo del Maestro, contenenti anche i bozzetti delle sue opere più famose come quelli per le porte delle cattedrali di Salisburgo e Rotterdam e quella per la Basilica di San Pietro (La porta della Morte, 1964). Il museo purtroppo è poco valorizzato e pubblicizzato e nel giorno in cui l’abbiamo visitato era in corso una verifica da parte dei Beni culturali riguardo la possibilità di una migliore visibilità. A me personalmente è piaciuto molto e di sicuro merita una visita su questo importante scultore contemporaneo.

Riserva Naturale di Tor Caldara

Proseguendo verso sud, seguendo l’Ardeatina (entrata al civico 267) si arriva alla Riserva Naturale di Tor Caldara, simile a un piccolo parco Nazionale del Circeo, che regala una rilassante passeggiata. La riserva infatti presenta il tipico ecosistema della macchia mediterranea. E’ un bosco infatti prevalentemente di lecci, querce e sughere e la sua particolarità sono le piccole sorgenti sulfuree, testimonianza di un’attività vulcanica che in passato era collegata alla zona vulcanica dei Colli Albani. Le polle gorgoglianti della solfatara, già in epoca romana miniera di zolfo, ci regalano il meraviglioso olezzo tipico delle solfatare, insomma una delizia! Non ci attardiamo molto in questa zona infatti e proseguiamo verso la Torre detta delle Caldane risalente alla metà del Cinquecento, che secondo alcuni fu costruita per intravedere i nemici (i Saraceni) e secondo altri per proteggere la miniera. Ad ogni modo la torre fu anche oggetto di bombardamenti nella Seconda Guerra mondiale. La cosa sicuramente più spettacolare è la falesia a picco sul mare (salto di 15 m) che regala un panorama spettacolare sulla costa.

La Riserva è aperta al pubblico il giovedì, sabato e domenica dalle ore 9.00 alle ore 14.00 con ultimo ingresso alle ore 13.30. L’ingresso è libero e gratuito. 

Villa Imperiale

Proseguendo sulla litoranea si giunge ad Anzio, e si apre un mondo. A partire dal bellissimo porto, con i ristoranti costruiti come trabocchi di cemento sul mare, ai negozi di coralli, al museo dello Sbarco in Villa Adele, al Cimitero americano della Seconda Guerra Mondiale, al World War II Sicily- Rome American Cemetery and Memorial, alle grotte di Nerone, questo angolo di Lazio non lesina certo bellezza e luoghi storici imperdibili, per non parlare di Nettuno con il suo suggestivo borgo medievale… quindi menzionerò qui la perla che si estende da capo d’Anzio a Capo dell’Arco Muto e cioè per più di 800 metri, la Villa di Nerone, ormai ridotta a ruderi e alle sole, imponenti fondamenta, che però lasciano ancora intravedere parte delle terme con acqua calda, il calidarium, e le decorazioni geometriche un tempo ricche di costosi e rari marmi 

La villa, che fu eretta in età tardo-repubblicana, subì le modifiche secondo il gusto di tutti gli imperatori da Augusto a Settimio Severo, ma è famosa per le modifiche effettuate sotto il governo di Nerone: oltre a un piccolo porto, costruito per le imbarcazioni da diporto, furono eretti contrafforti costituiti da nicchioni degradanti verso il mare, lunghi corridoi, archi, scalinate che collegavano gli ambienti superiori con quelli costruiti sul mare, e quindi terrazzi e belvedere destinati a spettacoli con danze e musiche per l’intrattenimento di ospiti e cortigiani. Nella villa si trovava anche una biblioteca, considerata uno scrigno di rarità e quindi una delle più importanti del mondo antico.

Torre Astura

Proseguendo in direzione sud-est per 12 km circa, si intravede un’area militare delimitata, superata questa si parcheggia e si prosegue a piedi per raggiungere Torre Astura attraverso una larga pineta. La torre si staglia sull’omonimo promontorio e fu una fortificazione militare costruita su un’antica peschiera romana. Ha una pianta pentagonale e la sua particolarità è l’ingresso sopraelevato, accessibile solo da una scala rimovibile. Fu utilizzata dal 1594, anno di acquisizione da parte della Chiesa, come baluardo difensivo contro i turchi. 

Questa parte di costa oltre ad essere resa particolarmente suggestiva dalla bella torre, offre anche un mare particolarmente azzurro e limpido.

Lago di Fogliano

Proseguendo sempre verso sud, arriviamo all’ultimo tratto dell’itinerario. Devo dire di essere capitata nei pressi di questo lago per caso, mentre cercavamo l’entrata del Parco Nazionale del Circeo, per un’altra possibile escursione, e ne sono sono stata felice.

E’ il più grande dei laghi della costiera pontina (Fogliano, Caprolace, Monaci, Paola) è infatti lungo 5 km e un perimetro di circa 11 km che in parte si può percorrere con una  passeggiata a piedi e in bici, non lunghissimo a dir la verità ma scenografica, da una parte si trova il lago e dall’altra sono ben visibili gli allevamenti delle enormi bufale pontine.

Le terre comprendenti i laghi e Sermoneta e Ninfa furono donate da Bonifacio VIII (Benedetto Caetani, 1294) alla famiglia Caetani (strano eh?), e  nel 1792 arricchita con nuovi edifici tra cui la casina di caccia, costruita per ospitare il duca D’Albany e il cardinale di York, nipoti di Giacomo II Stuart, la Villa Inglese la villa Padronale.

I possedimenti del lago di Fogliano presentano anche un giardino botanico che fu ideato da Ada Bootle Wilbraham moglie di Onorato Caetani. Infatti i Caetani stessi, come vi ho già raccontato in un altro articolo erano appassionati di botanica e furono i creatori dei magnifici giardini di Ninfa. Anche i giardini di Villa Fogliano nacquero come orti esotici alla fine dell’Ottocento, e soprattutto molte varietà di palme. La particolarità del giardino è che quanto la famiglia si dedicò alla loro creatura più riuscita (Ninfa), trascurarono Fogliano, e, negli anni venti, venendo a mancare la manutenzione, iniziò spontaneamente un processo di naturalizzazione, per cui oggi si hanno piante mediterranee nate vicino a piante esotiche, in un giardino unico nel suo genere.

Spero che non siate troppo esausti! Grazie per la lettura e alla prossima!!

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