La chiesa di Santa Maria del Casale a Brindisi: uno scrigno di tesori.

Se atterrate o siete in partenza dall’Aeroporto “Papola- Casale” di Brindisi, meglio noto come Aeroporto del Salento, vi consiglio di non perdere una visita alla splendida e vicinissima chiesa di Santa Maria del Casale, a poche centinaia di metri all’esterno dell’aerostazione: è qui che potrete iniziare o concludere il vostro viaggio nel sorprendente Salento, con la promessa, magari, di ritornare da queste parti per scoprire e conoscere altre meraviglie che questa terra può offrire.

Dichiarata monumento nazionale nel 1875, la chiesa di Santa Maria del Casale rappresenta uno degli esempi più importanti dell’arte romanica in Puglia e un progressivo approdare allo stile gotico visibile nel protiro pensile e cuspidato della facciata dove si alternano, formando diversi motivi geometrici, il carparo locale e la pietra bianca di Carovigno.

Da sempre meta di pellegrinaggio e di sosta di viandanti per la sua posizione, secondo la tradizione, fu edificata per volere dei Principi di Taranto, su un luogo che già precedentemente ospitava un’effigie della Vergine nei pressi della quale avrebbe pregato anche San Francesco d’Assisi nel suo viaggio di ritorno da Gerusalemme.

L’interno della chiesa è affrescato con oltre 150 scene: frequenti sono le tracce lasciate dai pellegrini che partendo o rientrando dalla Terra Santa, affidavano alla Vergine le fortune del loro viaggio, tramite affreschi che ritraevano i committenti o i loro stemmi nobiliari, motivo per il quale la chiesa è spesso meta di studiosi di araldica medievale.

Tra le decine di dipinti murali, il più rappresentativo è certamente il Giudizio Universale, che si trova in controfacciata, risalente al XIV secolo. L’affresco, di Rinaldo da Taranto, è ispirato al Giudizio Universale presente nel Duomo di Torcello (Venezia), precedente di un paio di secoli. L’autore, che divide e organizza la scena in quattro fasce, mostra in quest’opera una spiccata personalità, disegni di pregio e una tavolozza con tonalità di colore ricche e variegate.

Santa Maria del Casale ha vissuto una storia travagliata: fu sede del processo ai Templari nel giugno 1310; circa tre secoli dopo, nel 1638, fu completata la costruzione dell’annesso convento, che ospitava i frati Minori Osservanti, i quali modificarono l’edificio con l’aggiunta di altari barocchi (rimossi poi negli anni Cinquanta del secolo scorso) e che danneggiarono vaste aree affrescate. I frati dovettero abbandonare il complesso a seguito della soppressione dei beni ecclesiastici con le leggi murattiane del 1811; successivamente il complesso fu usato come caserma di passaggio per le truppe napoleoniche. Durante le due guerre mondiali, la chiesa fu adibita a deposito militare e a rifugio per sfollati. Solo a partire dal 1912, ricominciò lentamente il recupero degli affreschi, scoperti fortuitamente perché ricoperti di calce bianca per decenni (la calce veniva utilizzata come disinfettante sulle pareti degli edifici durante le epidemie).

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