I Cantieri Culturali alla Zisa: dalla realizzazione di arredi alla realizzazione di idee

Cantieri Culturali alla Zisa, il nome è già esplicativo del luogo. Cantieri culturali perché l’area è una fucina di festival temporanei (periodo Covid escluso) e di centri musicali e linguistici (Institut Français, Goethe Institute) che ricadono nei pressi della Zisa (da al-Azîz dall’arabo “splendente”), cioè la residenza per il riposo e lo svago del re Guglielmo II durante le sue battute di caccia al Parco del Genoardo.

Questa è un’area molto interessante dal punto di vista storico e architettonico perché imboccando via dei Normanni (non a caso) e successivamente via Oberdan, si giunge al Villino Florio all’Olivuzza, il cui legame con i Cantieri è tutt’altro che fortuito. Quest’ultimo, progettato da Ernesto Basile tra il 1899 e il 1902 per essere la garçonnière di Vincenzo Florio, al proprio interno accoglieva (prima che venisse distrutto da un incendio negli anni ’60) i mobili in stile Liberty realizzati dalla prestigiosa ditta Ducrot (dal nome del fondatore e imprenditore francese) nei suddetti capannoni industriali, che rappresentano uno dei pochi esempi di archeologia industriale in città. Infatti, l’attività cessò nel 1968 con il fallimento della ditta, seguì l’abbandono per circa un trentennio, cioè fino a quando nel 1994 si cominciò un’operazione di recupero.

Oggi, il legame con il design, la scultura e la pittura è ancora assicurato, alcuni dei 23 padiglioni accolgono tra gli altri: il centro per la produzione di Arti Contemporanee (ZAC), il primo cinema pubblico siciliano “Vittorio de Seta”, il Centro Internazionale di Fotografia la cui direttrice è Letizia Battaglia, l’Accademia delle Belle Arti. Proprio gli studenti dell’Accademia hanno realizzato nel 2019 un murales con il volto di Fabrizio De André in occasione della piazza a lui dedicata.

Passeggiando all’interno dello spazio ci si imbatte in esempi di street art di diversa natura da quelli di denuncia sociale a quelli di propaganda poetica.

Interessante anche godere di un caffè o di una birra al Crezi.plus che racchiude in sé uno spazio collaborativo e di coworking che si potrebbe spiegare con un parallelismo tra passato e presente: dalla realizzazione di arredi alla realizzazione di cultura, creatività e idee.

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