Il quartiere arabo della Kalsa a Palermo

Kalsa, deriva dall’arabo Al Halisah, cioè l’Eletta, la zona preferita dall’emiro arabo che lì concentrò la sua sede e gli uffici durante la dominazione araba.

Gli Arabi, che successero ai Bizantini e precedettero i Normanni, occuparono la Sicilia nell’anno 827 d.C. e resero islamica l’isola dividendola in tre Valli: Val Demone, Val di Noto e Val di Mazara. Occuparono Palermo nell’anno 831 d.C., la chiamarono Balarm e ne fecero la capitale dell’emirato arabo.

Nonostante la Kalsa sia considerata centro storico, qui si respira un’atmosfera diversa, più raccolta.

Tra i gioielli della Kalsa si ricordi lo Spasimo di Sicilia, una chiesa sconsacrata priva di tetto che ben si presta ad eventi estivi, con il suo albero di sommacco, e le Mura delle Cattive, il cui significato non è ‘malvagie’ ma deriva dal latino captivae, prigioniere, cioè prigioniere del lutto, ossia una promenade dove le donne, ormai rimaste vedove, potevano passeggiare.

Su questo bastione si affacciano diversi palazzi aristocratici tra cui il Palazzo Butera, luogo in cui Valsecchi ha deciso di trasferire la propria residenza, rendendo parte del palazzo fruibile al pubblico. Non distante il Museo Internazionale delle Marionette “A. Pasqualino” e il Foro Italico, i cui nomi precedenti sono il risultato delle nostre dominazioni, da Strada Colonna a Foro Borbonico, passando per Foro Umberto I, fino all’attuale Foro Italico, luogo in cui un tempo le famiglie aristocratiche nelle calde sere d’estate passeggiavano avanti e indietro in cerca di un po’ refrigerio e frescura, magari gustando una coppa di gelato al gelsomino che, a partire dal 1861, ha reso famosa la storica gelateria Ilardo.

Questa zona della città si presta anche a essere abbellita da street art, tanti street artists accolgono l’invito a poter dare il loro contributo artistico e sociale, un esempio esplicativo è, tra gli altri, il murales, addossato all’Istituto Nautico, di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che si rifà alla celebre foto di Tony Gentile. La sua collocazione non è casuale, visto che nel quartiere della Kalsa i due amici trascorsero l’infanzia.

Un polmone verde è accolto presso Piazza Marina, il Giardino Garibaldi particolarmente famoso per la presenza del Ficus Magnoloides che presenta le foglie proprie del ficus ma sviluppa anche delle radici aeree che ne sostengono il peso.

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2 risposte

  1. É davvero molto interessante questa informazione, io lavoro come una guida turistica sia in Oman che in India e sentivo molto spesso gli Italiani parlando della storia Italiana che sono stati gli arabi in Italia adesso ne conosco un pezzo.
    Grazie
    Amit

  2. Ciao Amit! Sono Francesca, la guida, piacere!
    Sono contenta che l’articolo ti sia piaciuto.
    Sì, la Sicilia, isola dell’estremo Sud è stata dominata da tanti popoli tra cui anche gli Arabi.
    La presenza araba si riscontra nel nostro dialetto, nella nostra architettura e nel nostro cibo! 😊

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