La Sicilia: tutto cambia o resta com’è.

Visitare la Sicilia e come immergersi in un caleidoscopio di colori e sapori, un ineguagliabile clima, mare, sole, sontuose meraviglie storiche  e bellezze naturali che non hanno eguali nel mondo.

La Sicilia è una isola visitabile non solo in estate, ma in tutte le stagioni, è un belvedere con un valore aggiunto, ovvero L’Ospitalità dei siciliani, un’arte naturale di accoglienza che ci viene tramandata nel corso dei secoli.

La Sicilia deve il suo nome alle parole greche (sùkon) Fico e (elaias). ulivo con riferimento al clima e alla fertilità della terra. il passaggio della cultura greca in Sicilia è testimoniato da località come :

Naxos, Catania, Imera, Selinunte, Agrigento e Siracusa. Alcune tra queste località vantano la presenza di siti archeologici di arte greca tra i ben conservati del mondo ellenistico

Durante la dominazione romana Augusto Imperatore la trasforma in provincia senatoriale, importante per Roma per la coltivazione del grano (anche ora, con grani antichi e originali). Caracalla imperatore concede ai siciliani il diritto di cittadinanza (questo dimostra la grande importanza che l’isola aveva per l’impero).

Romane sono: Taormina ed Enna

Poi Sveva e Normanna e conosce grande splendore durante il regno di Federico || (stupor mundi, 1220).

Di cui esempi rilevanti sono: La Cattedrale, San Giovanni degli Eremiti, Palazzo dei normanni con annessa la cappella palatina ( splendido esempio di mosaico normanno con sull’abside il Cristo Pantocratore).

Nel visitare il capoluogo (Palermo), non possono mancare i mercati, pieni di opulenza e sfarzo, ma allo stesso momento si nota scadimento e limitatezza, sempre pieni di gente e venditori che a voce alta (abbanniare) in siciliano valorizzano la loro mercanzia in una lingua composita di francese, spagnolo e arabo che testimonia le varie invasioni e mescolanza di culture che si sono succedute nei secoli.

I mercati sono: Ballarò Dall’arabo BAHLAR, piccolo villaggio, Vucciria dal francese BOUCHERIE-mercato della carne, ma, che in siciliano prende il significato di confusione. Questi sono alcuni dei tanti aspetti dell’isola, ovvero un mosaico inimmaginabile di suoni, volti e colori che sembra riportare agli antichi fasti.

Come riportato nel romanzo di Tommasi di Lampedusa (IL GATTOPARDO). Tutto cambia o resta com’è, LA SICILIA.

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