Il giardino delle Rose e Folon

Questo giardino terrazzato è uno dei punti più belli per godere uno splendido affaccio su Firenze. A maggio lasciati trasportare dal profumo delle rose, e immergiti in questo magico angolo alla scoperta delle opere dell’artista belga Folon. Era anticamente un terreno appartenente ai Padri Filippini, chiamato “Podere San Francesco”, nell’ottocento poi venne comprato da Emilio Pucci, che lo rese terrazzato e inserì i rosai. Il giardino odierno è opera del Poggi, l’architetto al quale è dovuta anche l’attuale conformazione di Firenze. Fu costruito secondo il modello dei giardini alla francese e venne aperto al pubblico dal 1895. Grazie alla Società di Orticultura, vennero anche organizzate moltissime feste delle Arti dei Fiori e mostre di diverso tipo. Al momento sono presenti più di 1000 varietà di piante ornamentali, di cui 350 rose antiche, il tutto irrigato da un impianto sostenibile posto in alto vicino al Piazzale Michelangelo, e con una conduttura che porta l’acqua in tutto il giardino.

Di primo impatto può sembrare di entrare in un ambiente bucolico e impressionista per la presenza di diversi colori e fiori, ma in realtà si tratta di un giardino surrealista, grazie alla presenza dal 2011 di 10 sculture in bronzo e 2 gessi dello scultore, illustratore e pittore belga Folon. Le opere sono state donate a Firenze dalla moglie dell’artista dopo la sua morte, dal momento che il marito ha sempre avuto un profondo legame con la città. Anche nel 2005 era già stata organizzata una esibizione temporanea di sue opere al Forte Belvedere grazie a Marta Pasquali, riscuotendo un grande successo. I temi che tratta l’artista sono principalmente la libertà e il viaggio. Egli si focalizza sul legame tra pensiero e orizzonti lontani, rappresentando le sue teorie soprattutto con la sua opera simbolo: “Partir”, una valigia che invita il visitatore a viaggiare con la mente, incorniciando un panorama infinito di Firenze. Il viaggio non deve essere solo fisico, ma soprattutto spirituale, interiore e personale, muovendosi tra ricordi passati e sogni futuri. Le opere invitano a immergersi in un mondo che ha la capacità di ispirare la fantasia e liberare la mente. Con le sue opere Folon desiderava divulgare l’importanza dell’arte e della poesia, strumenti capaci di mettere a tacere guerre e violenza, e anche sottolineare l’uguaglianza e l’universalità. L’uomo con cappello, soggetto ricorrente in Folon, rappresenta l’uomo universale, spesso posizionato in dialogo con un’altra opera, permettendo a tutti di immedesimarsi e immergersi nel silenzio che caratterizza le sue opere, divenendo elemento implicito e importante per le sue sculture. Il punto di riferimento artistico di Folon è sicuramente Magritte, artista surrealista che influenza Folon con i suoi volti anonimi e particolari. Il giardino delle rose accoglie anche un giardino giapponese, lasciato dalla città gemellata di Kyoto a Firenze in segno di amicizia e pace per ribadire ancora i temi di uguaglianza ed etica universale.

Non potete perdervi questo paradiso, una boccata d’aria e di arte in una città così piena di sorprese come Firenze. Vi aspetto per respirare la tanto amata libertà di Folon!

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