Pietrasanta: la Santa Pietra degli artisti

La mia narrazione fluisce attraverso la Storia, la Tradizione e la Modernità, questo è il percorso artistico/culturale che offro in questa deliziosa cittadina della Toscana.

Di fondazione longobarda con il nome di “Rocca di Sala”, Pietrasanta entra nella Storia nel 1255 allorché Guiscardo Pietrasanta, Podestà di Lucca, ne prende possesso ribattezzandola appunto Pietrasanta, il nome proprio di questa famiglia di nobili milanesi.

Nacque Pietrasanta come “Terra Nuova”. Venne contesa nei secoli tra Pisani, Genovesi e Fiorentini, ma tenuta in gran conto anche da Lucca, per la sua qualità di Caposaldo Politico/Militare.

Costruita vicino al “Porto di Motrone”, oggi scomparso, che era l’unico Porto su questa costa tirrenica, fra Lunae e Pisa, dall’antichità romana. Sviluppatasi anche grazie all’antica “Villa Causolare” Aemilia Scanzi che qui passava.

Pietrasanta ebbe fin dall’inizio pianta regolare e rappresenta il primo esempio in Toscana di urbanistica programmata a schema ortogonale, entro un perimetro regolare e cinta di mura.

Significative sono le tracce del passato di Pietrasanta come la movimentata “Piazza del Duomo” definita da un insigne storico archeologo nonché scultore pietrasantino, Vincenzo Santini: la più bella chiesa che si incontra sulla strada fra Genova e Lucca.

Due monumenti che costituiscono un’eccezionale complesso architettonico monumentale sono: la Chiesa di S. Agostino, sconsacrata ed il venerando Convento Agostiniano. Il Convento con il suo affascinante chiostro ci accoglie, ed è oggi sede della biblioteca comunale, nonché del raro “Museo dei Bozzetti”. Nel Museo sono raccolti in una mostra permanente i bozzetti di gesso di innumerevoli sculture famose realizzate poi in bronzo o in marmo, donate spesso all’Amministrazione Comunale dagli Artisti di tutte le nazionalità che qui adorano lavorare quali: Kam Yasuda, Mitoraj, Botero. Solo per citarne alcuni.

Fu la estrema vicinanza di Pietrasanta ai piedi delle Alpi Apuane e del bacino marmifero di Carrara che portò agli inizi del XIV sec. Papa Leone X de’ Medici ad incrementare l’escavazione dei marmi. Fu così che oltre ad importanti artisti come la stirpe dei Riccomanni, l’apertura delle cave del Monte Altissimo portò a Pietrasanta anche il nostro più famoso genio il Michelangelo Buonarroti (1518-’21), Giambologna, Vasari, l’Ammannati.

Nel 1842, su invito del Granduca di Toscana Leopoldo II, il Comune aprì una scuola per la lavorazione del marmo, creando una schiera di eccellenti artigiani, richiamo prestigioso per Scultori ed Artisti di tutto il mondo.

Dalla fine dell’800 si è sviluppata anche l’arte della fusione del bronzo e la composizione del mosaico.

Così la città diventa la “SANTA PIETRA DEGLI ARTISTI” ed importante, ancora oggi, méta di chi ha il sogno di diventare un’artista.

Ma non sono soltanto i suoi monumenti o la sua storia a rendere Pietrasanta uno spettacolo dell’arte, ART SHOW.
Ciò che la rende unica è ciò che le sue genti hanno saputo coltivare e trasmettere l’amore per l’arte realizzando, nel 2017, il “Parco Internazionale della Scultura Contemporanea Open Air”. Decine sono le sculture installate su tutto il territorio del Comune, compreso le rotatorie ed i pontili nella magnifica Marina di Pietrasanta, agli angoli, nei giardini e spazi pubblici, tanto da poter attivare una originale passeggiata denominata “ZONA A TRAFFICO ARTISTICO”.

Così, dietro il Duomo, il “Centauro” di Mitoraj ci nitrisce, forse per svegliarci; gli affreschi di Botero “Inferno e Paradiso”, ci ricordano chi sono i cattivi e la “Chiave del Sogno” di Kan Yasuda, ci traslata in altra dimensione.

Così ci accoglie Pietrasanta oggi: decine di Gallerie d’Arte, fonderie, laboratori di scultura.

Così respiriamo l’Arte nel nostro quotidiano. Questa potente forza vitale che sempre ci attrae e ci fa ancora sentire, amare, sperare.

Non crediate che finisca qui, quando verrete a fare il TOUR ART SHOW, ancora la mia voce narrante vi accompagnerà nel sogno segreto che Michelangelo sognò.

Non solo Arte e Cultura e Monumenti, una grande tradizione, sorta agli inizi spontaneamente nel cuore della città, Piazza del Duomo, si svolge la notte della Vigilia di Natale, un party molto sobrio: “Ponche Party”, animato dalle calde tazzine di ponche e da una mescolanza di nazionalità degne di una metropoli.

Certamente, su tutto il territorio, come in tutta la bella Toscana, “Prodotti Tipici” vengono ancora prodotti con gli antichi metodi. Ricordo il prosciutto Bazzone e i vari pecorini della Garfagnana.

Da non dimenticare i prodotti ittici, il buon pesce che allieta le nostre tavole: fritto di paranza o risotto alla pescatora o spaghetti allo scoglio. Ecco adesso un buon vinellino bianco fresco e SALUTE!

Vi aspetto per una esperienza emozionale artistica da prima pagina nella nostra vita!

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